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Integrazione safety tecnica e documentale in macchine e processi

04/12/2019

Autore: Paolo Tono

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Integrazione safety tecnica e documentale in macchine e processi

Le macchine e i processi automatici oggi sono un concentrato di tecnologie multi-disciplinari, l’aspetto SAFETY è una di queste discipline fondamentali e contrariamente al passato deve essere analizzata sin dalle prime fasi di progettazione.

Lo sviluppo della tecnologia di sicurezza ha coinvolto, CPU, BUS DI CAMPO, dispositivi di attuazione vari,

INVERTER, SERVO-AZIONAMENTI, I/O Device in genere in un’unica integrata architettura di automazione.

Costruttori ed operatori del settore devono assicurarsi che le operazioni si svolgano con la massima efficienza ed in completa sicurezza. Lo standard internazionale EN ISO 13849-1 stabilisce una serie di requisiti per i componenti di sicurezza specifici per questo settore.

 

Proteggere persone, macchine ed il nostro futuro

Il tema della sicurezza funzionale assume un ruolo particolarmente rilevante. I costruttori di macchine e i datori di lavoro hanno l’obbligo sia dal punto di vista etico, sia legale, di garantire la sicurezza a tutela delle persone. Grazie alla tecnica di sicurezza integrata nelle soluzioni di automazione, anche le prestazioni, nonché l’efficacia e la produttività delle applicazioni possono aumentare.

 

Soggetti coinvolti

Chi sono i principali attori nella catena della sicurezza di macchine/processi

PROGETTISTI

COSTRUTTORI

FORNITORI

VENDITORI

INSTALLATORI

DATORE DI LAVORO

Questi soggetti sono destinatari di regole cautelari ben precise contenute nel D.Lgs.81/08 cui devono conformarsi per non incorrere in responsabilità

Nel caso di infortunio causato da un vizio costruttivo della macchina questi soggetti in relazione al ruolo ricoperto nella catena che ha generato l’evento lesivo, saranno penalmente perseguibili in quanto ricoprono posizioni di garanzia.

Fondamentale definire i diversi ruoli per la parte di equipaggiamento elettrico attraverso la redazione di una corretta specifica tecnica e documentale.

 

Cenni normativi

Direttiva 2006/42/CE

D.Lgs.17 del 27/01/2010 rende attiva e valida la nuova direttiva macchine nel mercato Italiano;

D.Lgs.81/08 (Titolo III e Allegato V)

Norme (Tipo A, B, C)

Responsabilità

 

Panorama storico direttiva macchine

  • Direttiva 89/392/CEE
    • Recepimento entro il 1° gennaio 1992
    • Entrata in vigore in regime transitorio il 1° gennaio 1993
    • Entrata in vigore in regime definitivo il 1° gennaio 1995
  • Recepimento italiano
    • P.R. n. 459 del 24/07/1996 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 settembre 1996 ed entrato in vigore il 21 settembre 1996
  • Direttiva 98/37/CE
    • Ripubblicazione del testo della direttiva 89/392/CEE come modificata dalle direttive 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE
  • Direttiva 2006/42/CE
    • Direttiva relativa alle macchine che modifica anche la direttiva 95/16/CE
  • Recepimento italiano
    • Decreto legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010 “Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori” (entrata in vigore: 6 marzo 2010)

 

Responsabilità:

Costruttore (progettista),

Importatore/mandatario/rivenditore

Utilizzatore (datore di lavoro),

Responsabilità non vanno solo a chi immette la macchina sul mercato, ma soprattutto al progettista della macchina. Progettista si intende l'azienda a cui appartiene la conoscenza del progetto. Le responsabilità del datore di lavoro è quella di accertarsi che la macchina che ha acquistato (pur dotata di marcatura CE) non presenti NON CONFORMITA' PALESI (evidenti mancanze rispetto a quanto prescritto dalla normativa mancanza di ripari, denominazione dei comandi in lingue diverse da quelle del paese di destinazione ecc.). Importare ed immettere nel mercato comunitario macchine da un paese non comunitario implica l'assunzione di responsabilità su eventuali non conformità da parte di chi esegue l'importazione (mandatario).

È importante sottolineare come la delega alla firma della dichiarazione non costituisce un trasferimento delle responsabilità civili e penali che gravano sul legale rappresentante dell'azienda costruttrice della macchina.

La direttiva macchine si applica sia a macchine immesse sul mercato che a macchine messe in servizio. Per tale ragione, nel caso di macchine autoprodotte, le figure del costruttore e dell’utilizzatore coincidono e su di lui ricadono tutti gli obblighi di legge.

Nel caso di macchine realizzate da terzi su specifiche dell’utilizzatore, il costruttore sarà chi realizza la macchina, anche se dipende dal tipo di specifica fornita.

Quando viene costituito un insieme di macchine è essenziale che la responsabilità della marcatura CE dell'insieme venga definita contrattualmente: qualora ciò non venga fatto, il fabbricante naturale dell'insieme sarà il soggetto che ha acquistato i vari componenti dell'insieme e li assembla, ovvero l'utilizzatore dell'insieme quando questo viene realizzato per uso proprio.

Nel caso di insiemi di macchine, il costruttore è colui che si occupa dell’interfacciamento delle sicurezze delle varie macchine e quasi-macchine che costituiscono la linea. In caso di incidente rimarranno in carico all’utilizzatore le responsabilità dirette in caso di incidente. In cascata sarà possibile scaricare una parte delle responsabilità sul costruttore e sui costruttori delle singole parti di cui è costituita la macchina.

Nel caso di modifiche a macchine già in uso che incrementano la sicurezza del macchinario non è necessaria una nuova procedura per la marcatura CE;

Nel caso invece in cui la modifica sia sostanziale, è necessario adeguare la macchina e modificare tutta la documentazione e riemettere una nuova marcatura. Tale operazione è a carico di chi effettua la modifica.

 

 

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

  • Costruttore: cosa deve fornire e realizzare
  • Utilizzatore: cosa deve verificare che ci sia e cosa deve eventualmente realizzare (per linee)
      • Costruttore:
    • Manuale (§1.7.4.2, Allegato I) Attività di manutenzione legata ai componenti di sicurezza
    • Dichiarazione (Allegato II)
    • Targa di marcatura CE (§1.7.3, Allegato I)
    • FT (Allegato VII)
  • Prescrizioni normative sul come devono essere i contenuti minimi dei documenti sopra indicati. Devono essere forniti dal costruttore o devono essere realizzati dall'utilizzatore, in caso di assemblaggio di insieme di macchine o di modifiche sostanziali a macchine o a linee esistenti;
  • Il fascicolo tecnico rappresenta una raccolta dei documenti che sono necessari per dimostrare il rispetto dei RESS. Tra questi documenti troviamo anche la VALUTAZIONE DEI RISCHI della macchina con specificati tutti i pericoli che la macchina contiene e le misure adottate a ridurre in modo accettabile il rischio (UNI EN ISO 12100:2010, EN ISO 14121-1:2007)

 

Utilizzatore finale:

    • Manuale (§1.7.4.2, Allegato I) Attività di manutenzione legata ai componenti di sicurezza
    • Dichiarazione (Allegato II)
    • Targa di marcatura CE (§1.7.3, Allegato I)
    • FT (Allegato VII) (solo per insiemi di macchine - linee)
  • Prescrizioni normative sul come devono essere i contenuti minimi dei seguenti documenti. Devono essere forniti dal costruttore o devono essere realizzati dall'utilizzatore, in caso di assemblaggio di insieme di macchine o di modifiche sostanziali a macchine o a linee esistenti;
  • Il fascicolo tecnico rappresenta una raccolta dei documenti che sono necessari per dimostrare il rispetto dei RESS. Tra questi documenti troviamo anche la VALUTAZIONE DEI RISCHI della macchina con specificati tutti i pericoli che la macchina contiene e le misure adottate a ridurre in modo accettabile il rischio (UNI EN ISO 12100:2010, EN ISO 14121-1:2007)

 

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI

Terminologia di base (definita dalla norma UNI EN ISO 12100)

  • Danno: Lesione fisica o danno alla salute.
  • Pericolo: Potenziale sorgente di danno. I pericoli che una macchina può generare e quelli associati all’ambiente in cui si prevede di utilizzarla, si classificano in funzione della loro natura.
    • Si distinguono pericoli:
      • di natura meccanica;
      • di natura elettrica;
      • di natura termica;
      • generati dal rumore;
      • generati dalle vibrazioni;
      • generati da radiazione;
      • generati da materiali o sostanze;
      • generati dall’inosservanza di principi ergonomici nella progettazione;
      • di scivolamento, inciampo e caduta;
      • associati all’ambiente in cui la macchina è utilizzata.
  • Situazione pericolosa: Circostanza in cui una persona è esposta ad almeno un pericolo. L’esposizione può determinare un danno immediatamente o dopo un periodo di tempo.
  • Zona pericolosa: Tutti gli spazi all’interno e/o attorno al macchinario in cui una persona può essere esposta a un pericolo.
  • Rischio: Combinazione della probabilità di accadimento di un danno e della gravità di quel danno.
  • Rischio residuo: Rischio che rimane dopo aver preso misure di protezione.

Valutazione del rischio: Processo complessivo che comprende un’analisi del rischio e una ponderazione del rischio.

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